Si è svolta ieri a Roma, in Campidoglio, la conferenza stampa dedicata ai vent'anni di Gay Help Line 800 713 713 e ai dieci anni del Network Refuge LGBT+, il primo sistema di accoglienza temporanea in Italia rivolto a persone LGBTQIA+ vittime di violenza e discriminazione.
Gay Help Line nasce nel 2006, dedicata alla memoria di Paolo Seganti, ucciso nel 2005 in un’aggressione omofoba. In vent’anni il servizio ha raccolto circa 400 mila contatti con una media di 20 mila annui tra telefono, chat (Speakly.org) ed e-mail, costruendo una rete nazionale di ascolto, supporto e orientamento attraverso oltre 3 mila persone volontarie formate.
Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati da Fabrizio Marrazzo Fondatore di Gay Help Line e Alessandra Rossi Coordinatrice di Gay Help Line i dati del report 2006-2026, che mostrano come l’utenza del servizio sia rappresentata dal 42% persone giovani LGBTQAI+ tra i 18 e i 31 anni. Negli ultimi nove anni dal 2017 ad oggi sono aumentati significativamente i contatti dal Sud raggiungendo il 40% e dal Nord il 30% circa. Risultano in aumento le richieste annue di accoglienza da parte di persone LGBTQAI+ cacciate dal contesto familiare raggiungendo gli oltre 2.000 casi annui di cui una parte consistente sono giovani e giovanissimi.
Oltre il 65% sono utenti lesbiche e gay, mentre le persone trans, transgender e non binary sono dal 2-3% al 14,6% in vent'anni.
Dato allarmante è l’aumento delle segnalazioni legate a omotransfobia, violenza fisica, ricatti e sicurezza personale, che dal 2017 ad oggi raggiungono i valori più alti dell’intera serie storica del servizio passando dal 2% al 15% ossia da poche centinaia ad oltre tremila casi annui. Crescono anche le richieste di supporto da parte di persone trans* e non binary, in particolare quelle legate ai percorsi di affermazione di genere.
In particolare, dal 2017 in poi le segnalazioni tornano a crescere, sia per effetto di una variazione territoriale e sia per una maggiore polarizzazione sociale e politica, della reazione contro l’avanzamento dei diritti LGBTQIA+ e dell’aumento della visibilità delle persone LGBTQIA+.
Il dato va letto come doppio fenomeno: più ostilità, ma anche più capacità di riconoscere la violenza, denunciarla e chiedere aiuto.
Il servizio in vent'anni si è avvalso di oltre 3000 volontari. “concludono Marrazzo e Rossi”
Tra i principali casi ricordati c’è sicuramente il caso di Paolo Seganti che fu brutalmente ucciso sotto casa sua a Roma nel 2005 a cui è dedicato il servizio e lo hanno ricordato la sorella Marina e la cugina Adriana Segnati , il caso dell’accoltellamento all’EUR da parte di svastichella nel 2009 ai danni di una coppia gay, e quello di Andrea Spezza Catena, noto poi alle cronache come il Ragazzo dai Pantaloni Rosa , ricordato dalla madre Teresa Manes, che grazie al servizio di Gay Help Line nel 2012 scoprì cosa subiva il figlio. Dalla storia di Andrea nel 2025 è stato realizzato il film “il Ragazzo dai Pantaloni Rosa”.
Gay Help Line e il Network Refuge LGBT sono sostenuti anche con i Fondi dell’8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai , dell’Unar, Comune di Roma e Chiesa Valdese.
La conferenza stampa è stata aperta dalla Presidente Svetlana Celli che ha letto i saluti del Sindaco Roberto Gualtieri che ha dichiarato: “Gay Help Line è un servizio che ha saputo guardare in avanti. Il lavoro svolto dalle istituzioni in sinergia con le associazioni è fondamentale e la storia dei vent'anni di Gay Help Line ci racconta quanto ancora c’è da fare”.
“Se anche una sola persona, grazie a questo servizio, troverà il coraggio di chiedere aiuto e riceverà l’ascolto che merita, allora sarà come se il suo ultimo grido, quel ‘Fermatevi’, che nessuno ascoltò, trovasse finalmente risposta”, scrive Marina Seganti, sorella di Paolo Seganti, nella lettera letta durante la conferenza stampa.
Nel corso dell’iniziativa sono stati inoltre presentati i dati del Network Refuge LGBT+, nato nel 2016 come prima casa famiglia LGBTQIA+ in Italia e oggi rete di accoglienza e protezione temporanea per persone vittime di violenza, allontanamento familiare e discriminazione.
Dalla nascita del progetto il network Refuge LGBT+ ha accolto 150 giovani provenienti da tutta Italia, con un’età media compresa tra i 18 e i 20 anni. Tra questi, 120 sono stati inseriti nel mondo del lavoro, 53 hanno svolto corsi di formazione professionale, 48 sono stati inseriti in percorsi formativi e 6 hanno conseguito il diploma di maturità.
“Gay Help Line non fa assistenza, ma resistenza”, afferma Lucia Caponera, Presidente di Differenza Lesbica.
“In questi vent’anni ha costruito un modello capace di ascoltare e accogliere fuori da logiche assistenzialistiche, creando una rete che restituisce dignità, ascolto e possibilità.”
Nel corso della conferenza è stata inoltre presentata la nuova campagna dedicata ai vent’anni del servizio, costruita attraverso quattro storie di persone che negli anni hanno attraversato Gay Help Line e Refuge LGBT+, come una ragazza lesbica cacciata di casa 10 anni fa, una ragazza trans discriminata a scuola 8 anni fa, una coppia gay aggredita 5 anni fa e un lavoratore bisessuale discriminato sul lavoro 20 anni fa.
Tamiko Kaneda, Segretaria generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha dichirato “Oggi siamo qui per testimoniare non solo un sostegno economico attraverso i fondi 8x1000 ma un impegno convinto e coerente con la nostra visione di società cioè una società basata sul principio del rispetto per la dignità della vita e il principio di interrelazione, in altre parole non esiste vera felicità se si basa sull’infelicità altrui.
Progetti come questo dimostrano che la trasformazione, il miglioramento partono sempre dalle persone, dalle connessioni che si creano e dalla consapevolezza che ogni nostra azione ha un impatto su tutto ciò che ci circonda”.
Sono inoltre intervenuti : Gabriele Piazzoni, Segretario di Arcigay, Lucia Caponera, Differenza Lesbica, Rachele Giugliano, Arcigay Roma, Richard Bourelly, Azione Trans, e ha portato i saluti Manuela Vinay, Chiesa Valdese, Michela Cicculli Presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Roma e Flavia De Gregorio, Capogruppo Capitolino Lista Azione.




