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29 gennaio 2026

8x1000 Stories: "La città come palcoscenico", una musica viva e umana

Attraverso i fondi 8x1000 la Soka Gakkai italiana ha sostenuto il progetto "La città come palcoscenico", che ha coinvolto studenti e studentesse dell’accademia teatro la scala in progetti professionali in reali contesti lavorativi. A riguardo, abbiamo intervistato Jacopo Guarneri (Coordinatore del Dipartimento Palcoscenico e Laboratori), insieme a due allievi del corso di Tecnologie del Suono dell’Accademia Teatro della Scala, Chiara Ioio e Riccardo D’Amario

Jacopo Guarneri – Coordinatore del Dipartimento Palcoscenico e Laboratori: Il progetto “La città come palcoscenico” ha l’obiettivo di coinvolgere gli studenti e le studentesse dell’accademia teatro la scala in progetti professionali in reali contesti lavorativi.  

Chiara Ioio – Allieva del corso di Tecnologie del Suono dell’Accademia Teatro alla Scala:  

Ho scelto il progetto di tecnologia del suono perché io scrivo canzoni, mi è sempre piaciuto cercato di fare il più possibile da sola, quindi di autoprodurmi; mi rendevo conto però che non avevo delle solide basi tecniche per farlo, perché l’ho sempre fatto da autodidatta, non solo però per la mia musica ma anche per poi lavorare nell’ambito musicale, quindi di studio, live.

Riccardo D’Amario – Allievo del corso di Tecnologie del Suono dell’Accademia Teatro della Scala:

Oltre che da un punto di vista tecnico, direi che è stato molto utile per arricchirmi da un punto di vista umano.  

Jacopo: La tradizione scaligera è nota per la sua artigianalità, per la sua alta eccellenza e per la sua tradizionalità. Ma da molto tempo in Accademia, ma anche al Teatro alla scala, stiamo ragionando e sviluppando tutto un lavoro attorno alle nuove tecnologie, alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale.  Nei progetti che andiamo a sviluppare, in particolare ne “La città come palcoscenico", siamo andati a far convivere queste due anime. Le studentesse e gli studenti del corso di tecnologia del suono hanno lavorato attorno a un secondo anniversario che è davvero molto importante per la nostra cultura: quello dei cento anni della nascita del compositore Luciano Berio. Aveva scritto questo brano Ritratto di città e gli allievi e allieve del corso di tecnologie del suono sono andati a studiare e poi questo brano ha stimolato un confronto molto attuale con la città di Milano. I suoni della città non sono più uno sfondo ma i protagonisti della vita quotidiana.   

Chiara: Da un punto di vista più umano sento che comunque ho molta più speranza anche per quanto riguarda il campo della musica, perché con l’ascesa dell’AI avevo iniziato un po’ a sentirmi sola e invece è stato bellissimo comunque lavorare ogni giorno con persone in ambito musicale e quindi vedere come la musica è viva, reale e umana .

Jacopo: All’interno del percorso formativo del corso di tecnologia del suono, i fondi 8x1000 della Soka Gakkai Italiana hanno permesso di sviluppare delle masterclass, quindi di andare ad aggiungere dei moduli didattici all’interno del corso di studi. Una masterclass in particolare è stata sviluppata sulle tecnologie dello streaming, un percorso proprio di approfondimento, di studio, di sviluppo attorno all’opera di Berio e poi tutta la parte di sviluppo del progetto; quindi, la possibilità per le ragazze e i ragazzi di lavorare fianco a fianco con dei professionisti verso la costruzione, la creazione di questa installazione che davvero ha avuto un grande successo di pubblico.

Chiara: E’ stato molto divertente quando mentre registravamo dei suoni per la città, appunto per Ritratto di Città di Berio, abbiamo incontrato delle turiste inglesi che ci hanno fatto delle domande perché noi stavamo in quel momento registrando delle vibrazioni da un cassonetto della spazzatura e loro ci stavamo osservando, abbiamo raccontato di cosa si trattasse ed è stato interessante perché loro all’inizio sembravano un po’ più scettiche a riguardo invece poi abbiamo spiegato un po’ di più certi aspetti della musica contemporanea che non conoscevano e invece si sono interessate e hanno detto che si sarebbero andate a cercare delle cose di Luciano Berio, quindi è stato molto interessante secondo me .

Jacopo: Come luogo per l’installazione finale di questo progetto è stato scelto "La Capsula" presso base Milano. Uno spazio rappresentativo perché aperto alla città e in cui il pubblico ha la possibilità di immergersi nei suoni tramite un sistema di diffusione a 360 gradi. Grande interazione tra pubblico e autore, tra pubblico e installazione. Con un ribaltamento tra pubblico e autore, tra pubblico e installazione e davvero un grande stimolo per gli studenti dei nostri corsi per andare a creare qualcosa che parte dalla città di Milano, perché i suoni che hanno elaborato sono proprio i suoni attuali della città e che in qualche modo trova in un luogo così emblematico e rappresentativo ma anche tecnologicamente avanzato e all’avanguardia, davvero la sua destinazione perfetta.

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