La Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma ha ospitato nel pomeriggio del 20 luglio la cerimonia celebrativa del decennale dell’Intesa tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato italiano. Un evento per mettere al centro il dialogo con le istituzioni, le confessioni religiose, il mondo accademico e gli interpreti dell’arte e della cultura.
Qual è il ruolo delle religioni nella promozione del benessere della società, nella ricerca della strada della pace, nel radicamento nel tessuto sociale degli ideali di accoglienza, convivenza e rispetto? In un tempo segnato da divisioni e conflitti, i duecento partecipanti in sala e gli oltre 2.000 spettatori che hanno seguito l’evento in diretta streaming (il video è disponibile cliccando qui) hanno compiuto un ulteriore passo per riflettere insieme e per dare risposta a queste domande cruciali.
Dopo l’esibizione di Caterina Isaia, violoncellista di livello internazionale, la conduttrice dell’evento Arianna Bergamaschi, cantante e attrice, ha guidato i partecipanti tra gli interventi, a cominciare dall’ascolto del messaggio del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, letto da Erica Yoko Necci, e dalla lettura del messaggio del presidente della Soka Gakkai Minoru Harada, a cura della vice presidente della Soka Gakkai Anna Conti.
Il Presidente Mattarella nel suo messaggio ha affermato: «Nell’auspicio che dal vostro incontro giunga un contributo che alimenti la condivisione dei valori della pace, della tolleranza, del dialogo nel rispetto reciproco, così come declinati nella nostra Carta fondativa, rivolgo alla comunità della Soka Gakkai e a tutti i partecipanti fervidi auguri, affinché ne possa trarre ulteriore impulso l’arricchimento della nostra vita civile».
Un invito che è stato riconfermato dal presidente Harada: «Sono fermamente convinto che proprio nell’epoca attuale, avvolta dalle nubi oscure della divisione e del conflitto, sia necessario riconoscere reciprocamente le nostre differenze e portare avanti il dialogo, con costanza e tenacia, per unire il genere umano».


A loro ha fatto eco il presidente della Soka Gakkai italiana Alberto Aprea: «Come Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è nostra intenzione continuare a collaborare con le istituzioni, con le comunità religiose e con tutte le persone di buona volontà, affinché il dialogo sia sempre più una forza capace di generare fiducia, coesione e speranza, per il bene della società e delle generazioni che verranno. Alla base di questo impegno vi è la convinzione che la trasformazione interiore di ogni singolo individuo sia la chiave per realizzare un’autentica felicità e contribuire alla costruzione di una società pacifica e armoniosa».


È quindi intervenuto il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri: «Quello tra lo Stato Italiano e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è un rapporto votato al dialogo positivo, allo sforzo reciproco». Sottolineando che si tratta di una «collaborazione che promuove un’idea di cittadinanza che non resta astratta, ma prende forma nella solidarietà, per non lasciare indietro nessuno».
Il primo cittadino ha ricordato le numerose iniziative della Soka Gakkai nate da questo legame, citando come esempio il network Refuge LGBT+, il primo sistema italiano di accoglienza temporanea rivolto a persone LGBT+.
«Il messaggio della Soka Gakkai secondo cui ogni cambiamento sociale, per essere autentico, deve nascere dalla trasformazione interiore delle persone è di grande attualità – ha aggiunto Gualtieri – tanto più in questa fase complessa che il mondo sta attraversando, perché ci invita a costruire con pazienza e coraggio una cultura della pace» (clicca qui per leggere l'intervento completo).
La cerimonia di celebrazione del decennale dell’Intesa ha visto un programma arricchito anche dal magistrale intervento del professor Massimo Introvigne sulla storia della Soka Gakkai in Italia (clicca qui per leggere l'intervento completo) e da una tavola rotonda di spessore sul significato dell’Intesa nel sistema costituzionale italiano e sul ruolo delle confessioni religiose nella società contemporanea. Moderata dalla giornalista e scrittrice Maria Novella De Luca, la tavola rotonda ha visto lo scambio di opinioni tra il prof. Giuliano Amato, la dott.ssa Anna Nardini e il prof. Alessandro Saggioro.
Nel suo racconto il prof. Introvigne ha individuato tre punti principali per spiegare lo sviluppo della Soka Gakkai in Italia. Primo, si è sempre sforzata di presentare il Buddismo come una tradizione universale non esotica o asiatica. Secondo, ha sottolineato costantemente la rilevanza della rivoluzione umana, il cambiamento personale che dà vita al cambiamento della società: se cambio io, cambia il mondo. Come terzo punto, il professor Introvigne ha individuato come "segreto" della Soka Gakkai il pensiero di Daisaku Ikeda, un uomo che «ha saputo ripensare il Buddismo con una profondità straordinaria».
«La Soka Gakkai – ha continuato il prof. Introvigne – ha la capacità di trasmettere il pensiero di un gigante dello spirito come Ikeda, che ha sempre manifestato un amore profondo per la cultura italiana. La Soka Gakkai è un dono al mondo, all’Italia e alle nostre città. E anche noi che la studiamo veniamo in qualche modo incoraggiati e trasformati grazie a questo studio».


I partecipanti della tavola rotonda hanno proseguito nell’intento di mettere al centro il desiderio di coesistenza e dialogo, il vero cuore e obiettivo dell’intera cerimonia del decennale. Così, Giuliano Amato ha messo in luce come le religioni rappresentino «un serbatoio di valori di cui oggi la società ha bisogno per riportarci verso il bene comune, e non verso il male comune. Sono i giovani che, più di ogni altro, hanno dentro di loro questi ideali di giustizia».
È intervenuto anche Sergio Romano, David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista che ha emozionato i partecipanti con letture tratte dal poema di Daisaku Ikeda Pace, fondamento di felicità.


In conclusione, la voce dei giovani: tre rappresentanti delle confessioni religiose hanno condiviso le loro riflessioni dopo la firma del Patto “La via italiana del dialogo interreligioso”, sottoscritto il 25 giugno scorso presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma e consegnato simbolicamente nelle mani del Presidente della Repubblica al Quirinale.
Alice Ferrario (co-responsabile del Gruppo giovani della Soka Gakkai), Celine Gherardini (rappresentante dei giovani e responsabile degli affari esterni della comunità Bahà’i d’Italia), e Youssef Ait Baach (rappresentante dei giovani della Confederazione islamica italiana), in quanto delegati del Tavolo nazionale interreligioso dei giovani, hanno parlato del significato del Patto e del ruolo dei giovani: «Questo Patto, presentato al Presidente Mattarella proprio dai giovani, è un traguardo storico, ma è anche e soprattutto un punto di inizio, risultato dell’impegno del tavolo interreligioso nato nel 2023». I giovani hanno proseguito raccontando cosa significa il tavolo interreligioso dei giovani: «È un seme, l’inizio di un percorso che parte dal conoscerci reciprocamente. Abbiamo capito che siamo diversi, ma anche tanto simili». E hanno condiviso la loro comune determinazione: «il desiderio di rendere il nostro paese un paese migliore e di dare il nostro contributo. Proprio le nostre differenze possono rafforzare questo contributo, perché la speranza e il desiderio di pace ci uniscono nella creazione di un clima di fratellanza. I giovani hanno un ruolo cruciale in questo percorso».



L’evento si è concluso con l’esibizione di Angelo Casoria, primo violino del Teatro San Carlo di Napoli, che sulle note di Nessun dorma dalla Turandot di Puccini, ha trasmesso l’incoraggiamento ad affrontare e superare ogni ostacolo, proseguendo sulla strada della propria trasformazione interiore, la strada che conduce alla pace.

Di seguito è possibile leggere il messaggio del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, il messaggio del presidente della Soka Gakkai Minoru Harada e l’Intervento del presidente della Soka Gakkai Alberto Aprea.
Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la celebrazione del decennale dell’Intesa tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato italiano
Nel decennale dell’entrata in vigore della Legge che sancì l’Intesa tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e la Repubblica Italiana, mi unisco all’iniziativa celebrativa che tra i suoi propositi intende riflettere sul contributo che il dialogo tra le istituzioni e le comunità di fede può offrire alla pacifica convivenza, all’affermazione di valori rispettosi dei diritti dell’uomo, alla coesione della comunità.
‘‘La via italiana del dialogo interreligioso’’, documento sottoscritto lo scorso 25 giugno dai rappresentanti di numerose confessioni presenti in Italia, tra le quali la Soka Gakkai, è, a questo proposito, significativo.
L’incontro con i firmatari al Quirinale, consentì di ricordare come, sin dai lavori dell’Assemblea Costituente, l’obiettivo di garantire il pluralismo confessionale e l’uguaglianza dei culti sia stato al centro della scelta repubblicana ed elemento fondamentale della nostra convivenza civile, come tale adottato nella prima parte della Costituzione.
Nell’auspicio che dal vostro incontro giunga un contributo che alimenti la condivisione dei valori della pace, della tolleranza, del dialogo nel rispetto reciproco, così come declinati nella nostra Carta fondativa, rivolgo alla comunità della Soka Gakkai e a tutti i partecipanti fervidi auguri, affinché ne possa trarre ulteriore impulso l’arricchimento della nostra vita civile.
Sergio Mattarella
Presidente della repubblica italiana
20 luglio 2026
Messaggio del presidente della Soka Gakkai Minoru Harada
A tutti i fedeli della Soka Gakkai italiana e agli illustri ospiti presenti, desidero esprimere le mie più vive congratulazioni per questo significativo evento che celebra il decimo anniversario dell’Intesa con lo Stato italiano.
Quest’anno segna anche il sessantacinquesimo anniversario della prima visita in Italia del nostro maestro di vita, Daisaku Ikeda.
I dialoghi sinceri e il contributo che tutti voi, suoi amati discepoli, continuate a portare avanti nella società da molto tempo, si sono concretizzati dieci anni fa in una storica testimonianza di fiducia con la realizzazione dell’Intesa.
Questo è il frutto della sincera dedizione con cui vi siete sempre adoperati per lo sviluppo della società civile sulla base del rispetto della dignità di ogni individuo.
In questi dieci anni il mondo ha affrontato gravi difficoltà e divisioni, eppure, guidati dallo spirito buddista di prendersi cura di ogni singola persona, avete continuato a coltivare innumerevoli legami di amicizia diffondendo la speranza nelle vostre comunità.
Desidero esprimere la più profonda stima per il vostro nobile impegno.
Inoltre, la Soka Gakkai italiana ha potuto compiere un simile progresso grazie alla profonda comprensione, al sostegno e alla costante attenzione che tutti voi, illustri ospiti, da tempo ci dedicate, a partire dal Presidente Mattarella, che gentilmente ha inviato un caloroso messaggio per questa occasione.
Per questo, a voi va il più sentito ringraziamento.
Il Buddismo di Nichiren Daishonin insegna che la vita di ogni essere umano è intrinsecamente dotata di uno spirito compassionevole di dedizione agli altri.
È solo adoperandosi per la felicità propria e altrui, rispettando la dignità di ciascuno e credendo fino in fondo nelle potenzialità del dialogo, che si può aprire la strada verso un’autentica coesistenza armoniosa e una pace duratura.
Sono fermamente convinto che proprio nell’epoca attuale, avvolta dalle nubi oscure della divisione e del conflitto, sia necessario riconoscere reciprocamente le nostre differenze e portare avanti il dialogo, con costanza e tenacia, per unire il genere umano.
Mi auguro con tutto il cuore che possiate rafforzare ulteriormente le fondamenta di fiducia che avete costruito finora e, guardando ai prossimi dieci anni, contribuire ancora di più alla pace, alla cultura e all’educazione.
Per concludere, desidero rivolgere a tutti i presenti i miei più sinceri auguri di buona salute e felicità, auspicando di cuore un futuro sempre più prospero per la Repubblica italiana e per la Soka Gakkai italiana.
Minoru Harada
Presidente della Soka Gakkai
20 luglio 2026
Discorso del presidente della Soka Gakkai italiana Alberto Aprea per i dieci anni dall’Intesa con lo Stato italiano
Care amiche e cari amici, autorità istituzionali e religiose,
desidero rivolgere a tutti voi un sentito ringraziamento per la vostra presenza in questa occasione così significativa nella quale celebriamo il decimo anniversario dell’Intesa tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato.
Consentitemi di rivolgere anzitutto un particolare ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il messaggio che ha voluto inviarci.
Le sue parole rappresentano per noi motivo di grande orgoglio e di profonda emozione.
Un sentito ringraziamento va al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per la sua presenza e per averci accolto in questa prestigiosa sala, simbolo della nostra Capitale e luogo di alto valore istituzionale.
Rivolgo inoltre il mio più cordiale saluto e un sincero ringraziamento alla Vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno e al Senatore Lucio Malan.
Esprimo infine la più sincera gratitudine al Presidente della Soka Gakkai, Minoru Harada, per il caloroso messaggio che ci ha voluto rivolgere in occasione di questo importante anniversario.
La partecipazione di tutti voi conferisce a questo momento un significato che va oltre la ricorrenza istituzionale. Essa testimonia la convinzione che la cura del dialogo e dell’amicizia è alla base di ogni relazione umana, è un valore universale.
Dieci anni fa, con l’entrata in vigore dell’Intesa, lo Stato italiano ha riconosciuto formalmente il percorso di una comunità buddista già profondamente radicata nel nostro Paese. Ma quel riconoscimento non ha rappresentato soltanto un punto di arrivo. L’Intesa ha rafforzato la consapevolezza della nostra responsabilità nel contribuire, insieme alle istituzioni e alla società civile, alla costruzione del bene comune.
Il 25 giugno scorso, qui a Roma, all’Auditorium dell’Ara Pacis, i leader delle diverse fedi presenti nel nostro Paese si sono riuniti per sottoscrivere il Patto "La via italiana del dialogo interreligioso”.
Dopo la firma del documento, i rappresentanti delle religioni sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Quell’incontro al Quirinale, al quale ho avuto l’onore di partecipare, ha rappresentato un momento di altissimo valore istituzionale, confermando il ruolo cruciale del dialogo interreligioso come pilastro fondamentale per la coesione sociale e per la piena attuazione dei principi di libertà e pluralismo sanciti dalla nostra Costituzione.
In particolare, il Presidente Mattarella ha sottolineato come, attraverso il sistema delle Intese, la Repubblica abbia«assunto il valore delle fedi religiose dei suoi cittadini come contributo alla questione nazionale e alle finalità di bene comune».
Le parole del Presidente della Repubblica riconoscono il contributo che le religioni possono offrire al servizio dell’intera collettività.
Questa visione trova una profonda sintonia con il pensiero del maestro Daisaku Ikeda, che ha sempre incoraggiato le comunità di fede a offrire il proprio contributo al bene comune.
Egli riteneva infatti che ogni religione, riscoprendo il proprio valore intrinseco e aprendosi al dialogo, possa contribuire a costruire un sodalizio di religioni per l’essere umano, capace di diventare la forza più grande per la pace nel mondo.
In particolare, in riferimento all’entrata in vigore dell’Intesa, in un messaggio rivolto ai fedeli della Soka Gakkai italiana affermò:
«La vostra missione e responsabilità sta divenendo sempre più grande riguardo alla realizzazione della pace e della prosperità della nazione in quanto organizzazione che agisce insieme allo Stato italiano».
È con questo spirito che, in questi dieci anni, abbiamo vissuto l’Intesa, considerandola come un impegno sempre più concreto nei confronti della società.
Abbiamo cercato di onorare questa responsabilità attraverso il nostro impegno quotidiano a favore della pace, dei diritti umani, della cultura, dell’educazione, dell’abolizione delle armi nucleari e della tutela dell’ambiente, collaborando con istituzioni, associazioni e numerose realtà della società civile.
Oggi, celebrare questo decennale significa guardare con gratitudine al cammino compiuto, ma soprattutto assumere con rinnovata consapevolezza la responsabilità del cammino che ci attende.
Come Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è nostra intenzione continuare a collaborare con le istituzioni, con le comunità religiose e con tutte le persone di buona volontà, affinché il dialogo sia sempre più una forza capace di generare fiducia, coesione e speranza, per il bene della società e delle generazioni che verranno.
Alla base di questo impegno vi è la convinzione che la trasformazione interiore di ogni singolo individuo sia la chiave per realizzare un’autentica felicità e contribuire alla costruzione di una società pacifica e armoniosa.
Come scrive Nichiren Daishonin, fondatore della nostra tradizione buddista:
«Se la mente degli esseri viventi è impura, anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura, lo è anche la loro terra»
Questo insegnamento ci ricorda che la qualità della società dipende dalla qualità del cuore umano.
È con questa consapevolezza che oggi rinnoviamo il nostro impegno a contribuire alla costruzione di un futuro in cui nessuno sia discriminato per la propria fede o per la propria identità, in cui le differenze possano incontrarsi senza paura e ogni persona veda riconosciuta e rispettata la propria dignità.
Un futuro che desideriamo costruire insieme alle nuove generazioni, protagoniste del presente e del domani, affinché possano esprimere pienamente il proprio potenziale e contribuire al bene comune e alla pace.
Grazie ancora di cuore a tutte e a tutti voi!
Alcuni commenti dei partecipanti
Lorenzo P.: Tutti i giovani stanno affrontando problemi su diversi fronti: economico, politico, sociale e di salute. Come discepolo di Ikeda Sensei e in qualità di giovane buddista, sento tuttavia che la strada è aprirmi con gli altri per dare prova di come sto affrontando i miei problemi - che sono gli stessi che abbiamo tutti - con lo stato vitale della Buddità, che porta a non lamentarsi, avere fiducia in se stessi e negli altri e avere una grande forza di spirito nella lotta.
In un momento storico del genere, il dialogo interreligioso penso abbia ancora più valore. Io stesso ho sempre avuto la tendenza a schierarmi dalla parte del più debole e a condannare il sopruso, e questo sotto un certo punto di vista può essere corretto; ma noi buddisti siamo consapevoli che il messaggio di Ikeda Sensei è "non lasciare indietro nessuno", e come diceva Toda "finché non sarà eliminata la sofferenza dalla faccia della Terra". Perciò, bisogna aprire ponti di dialogo tra tutte le religioni del mondo, nessuna esclusa.
La mia determinazione per i prossimi dieci anni è ritrovarmi a questa celebrazione e festeggiare un apporto ancora più significativo alla società da parte della Soka Gakkai. Ci sono ancora molti temi che attendono una risposta concreta in Italia, e forte della fiducia che lo Stato italiano ha riversato nella nostra organizzazione sento la responsabilità di creare una vasta consapevolezza e sensibilità rispetto ai temi LGBTQ+ e al cambiamento climatico.
Camilla Diletta C.: Per me essere cittadina italiana e praticante del Buddismo di Nichiren significa assumermi la responsabilità di contribuire ogni giorno a creare una società in cui il rispetto della dignità della vita sia alla base di ogni agire, iniziando in primis dalla mia personale rivoluzione umana.
Il dialogo, sia con persone di fedi diverse sia con le istituzioni, è uno strumento essenziale per costruire pace, rispetto e fiducia reciproca, affinché ogni confine venga abbattuto e ogni cultura valorizzata.
Nei prossimi dieci anni desidero seguire l'esempio di Ikeda Sensei, continuando a crescere come persona e a diffondere, con il mio comportamento e il dialogo quotidiano, i princìpi del Buddismo di Nichiren, affinché io possa creare valore ogni giorno e non smettere mai di far nascere una speranza di vittoria nella vita delle persone e nella mia.
Elise P.: Essere cittadini che praticano il Buddismo di Nichiren per me significa essere innovativi, soprattutto in quanto giovani. Mi è capitato spesso di intraprendere dialoghi con ragazzi e ragazze che non praticano e notare il loro stupore riguardo argomenti inerenti al Buddismo, e di notare inoltre la dichiarazione, da parte loro, dello scarso livello di profondità dei dialoghi che si fanno solitamente tra i giovani.
Per rendere la società libera dal giudizio e creare quel terreno di compassione e dialogo è necessario sforzarsi di disarmare il proprio cuore partendo dalle persone più vicine a noi, come la famiglia, arrivando poi alla società intera.
Per la creazione di una società pacifica è fondamentale il dialogo interreligioso, creando un ponte con le istituzioni del nostro Paese. A prescindere dai diversi orientamenti religiosi, credo sia fondamentale unire le persone con "diversi corpi" con la "stessa mente" verso la pace, e non verso la guerra. Questo obiettivo può essere raggiunto partendo dal cambiamento interiore di ogni essere umano.
Questo evento ha segnato non solo una ripartenza del movimento di kosen-rufu, ma soprattutto ha mostrato quanto basti l'unione e la volontà di persone diverse di creare attimi di dialogo per far nascere un'ondata verso la pace. In quanto buddista, per i prossimi dieci anni desidero che il numero di persone felici aumenti notevolmente e che momenti e giornate come questo evento siano ricorrenti nella vita di tutti i cittadini di questo meraviglioso Paese.
Duccio F.: Il Buddismo di Nichiren è ormai parte integrante del pluralismo religioso e culturale dell'Italia contemporanea. Questo significa che migliaia di cittadini possono praticare la propria fede con piena dignità, contribuendo al bene comune come buddisti e come italiani.
Sia Nichiren sia Ikeda Sensei, attraverso le loro vite, ci ricordano che la fede si manifesta nel contributo concreto alla società: creare valore dove c'è sofferenza, dialogo dove c'è divisione e speranza dove prevale il pessimismo. In questa prospettiva, essere cittadini e praticanti non sono due ruoli separati: la cittadinanza diventa uno dei luoghi principali in cui esprimere la compassione, la saggezza e il coraggio che il Buddismo di Nichiren mira a sviluppare.
Daisaku Ikeda ha dedicato gran parte della sua vita a costruire ponti tra culture, religioni e visioni del mondo differenti, sostenendo che la pace nasce dall'incontro autentico tra persone che non rinunciano alle proprie convinzioni, ma imparano a riconoscere il valore dell'altro. In questo senso, il dialogo interreligioso è importantissimo perché favorisce un rapporto con le istituzioni democratiche, ma soprattutto crea legami e unità. Se varie comunità religiose si adoperano insieme attraverso il dialogo per costruire pace, educazione, inclusione e sostenibilità, dimostrano che le differenze di fede non impediscono di lavorare insieme per il bene comune.
La mia determinazione è quella di portare avanti la mia rivoluzione umana giorno dopo giorno, di continuare a sfidarmi costantemente con coraggio e di sostenere e incoraggiare i più giovani, per contribuire a creare una società pacifica che metta sempre più al centro il rispetto per la dignità di ogni essere vivente.
Foto di Simone Giara e Andrea Sabatello