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3 febbraio 2026

"Batticuore" - prima puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Dopo aver proposto interamente "La determinazione", pubblichiamo la prima puntata del capitolo "Batticuore" del volume 10 de "La rivoluzione umana"

immagine di copertina

Era tarda notte. Tre uomini erano immersi in una discussione nella sala da disegno al secondo piano del centro della Soka Gakkai di Tokyo. I loro volti erano tesi e seri e non mostravano il minimo segno di cedimento. Era appena terminata una riunione di insegnanti del Dipartimento di studio che si era tenuta nella sala vicina. I partecipanti stavano uscendo per fare ritorno a casa e gustavano il sentimento di eccitazione che provavano tutte le volte che avevano occasione di seguire una lezione tenuta da Toda. La sala si era svuotata e i telefoni avevano cessato di squillare. La quiete improvvisa e la solitudine dell’edificio deserto cominciarono ad avvolgere la stanza da disegno. Attraverso la porta i tre uomini udirono Toda schiarirsi la gola nella sua stanza sullo stesso piano. Era il primo febbraio, una notte fredda nel pieno dell’inverno.
I tre uomini erano Shin’ichi Yamamoto, Rinsaku Tomii e Tojiro Ueda. Shin’ichi sedeva al centro, mentre Tomii e Ueda, che erano entrambi membri del Dipartimento culturale, gli sedevano a fianco. Tomii era membro dell’assemblea cittadina di Tokyo mentre Ueda era consigliere a Funabashi, nella prefettura di Chiba. Erano entrambi responsabili di settore. La discussione era centrata sulla campagna di Osaka. Già da ore avevano affrontato la questione della ristrutturazione dell’organizzazione locale in modo che potesse funzionare efficacemente e consentire di raggiungere l’obiettivo. Insieme i due capitoli di Sakai e Osaka in quel periodo contavano quarantadue settori. I settori non coprivano soltanto l’area della città di Osaka e della prefettura, ma lambivano anche le vicine prefetture di Kyoto e Wakayama e si estendevano fino al Chugoku e allo Shikoku, regioni sulle isole confinanti. Questi settori a loro volta erano divisi in circa trecentocinquanta gruppi, distribuiti su un’ampia area in un’intricata rete che dalla regione orientale del Chubu si estendeva fino all’isola di Kyushu, nell’angolo sud-occidentale del Giappone.
Nel complesso si trattava di un vigoroso insieme di persone che si estendeva su un’area tanto ampia da abbracciare l’intera metà inferiore del Giappone. L’organizzazione tuttavia era strutturata in modo piuttosto debole, per esprimersi in parole tenere. Già da tempo si era pensato che fosse necessario fare qualcosa in proposito, particolarmente in vista della difficile campagna che si stava avvicinando per la città di Osaka. Sarebbe stato necessario ristrutturare l’organizzazione al meglio e al più presto.

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