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1 luglio 2026

Giovani, avanzate nel vostro modo unico!

Minoru Harada, editoriale di luglio 2026

Nell'editoriale di luglio 2026 il presidente della Soka Gakkai Minoru Harada parla dell'immenso potere della gioventù ricordando alcune delle esperienze che lo stesso Daisaku Ikeda realizzò quando era un membro del Gruppo giovani

immagine di copertina

È giunta l’estate, il momento per i giovani di impegnarsi con energia, con il sole dell’entusiasmo che arde luminoso nei loro cuori. In Giappone, a luglio, il Gruppo giovani uomini terrà un magnifico incontro nazionale per celebrare il suo settantacinquesimo anniversario, mentre le giovani donne1 parteciperanno ai vivaci incontri del “Kayo College” che si terranno in tutto il paese.
Il presidente Ikeda amava i giovani, riponeva in loro la massima fiducia e si è dedicato a incoraggiarli e allenarli personalmente. Per innumerevoli giovani uomini, far parte dei gruppi soka-han e gajokai2 ha rappresentato il fondamento del legame di maestro e discepolo.
In Giappone, le tradizionali attività di entrambi i Gruppi termineranno questo mese e, guardando al futuro, verrà creata una nuova struttura per ereditarne e portarne avanti lo spirito: la storia della lotta condivisa di maestro e discepolo non svanirà mai. Questo mese la “banda musicale Fuji di fiati e percussioni” celebra il suo settantesimo anniversario. I suoi membri sono veri e propri “messaggeri di pace” allenati da Ikeda Sensei fin da quando era responsabile di staff del Gruppo giovani. Il modello per tutti i giovani è, e sarà sempre, la strenua lotta di Ikeda Sensei nella sua giovinezza. Gli straordinari risultati della Campagna di Osaka3 ottenuti sotto la sua guida – che gli osservatori dell’epoca descrissero sbalorditi come “rendere possibile l’impossibile” – risplendono ancora oggi come una pagina dorata di storia, a settant’anni di distanza.
All’epoca ventottenne, il giovane Daisaku Ikeda si dedicò instancabilmente agli incoraggiamenti personali e alle visite a casa, avanzando in prima linea nella propagazione del Buddismo.
Vedendo come metteva in pratica le parole di Nichiren Daishonin: «In un singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa» (BS, 124), gli abitanti del Kansai compresero la nobiltà del legame di maestro e discepolo, sperimentarono la grandezza della fede e della pratica buddista e si risvegliarono con coraggio alla loro missione di Bodhisattva della Terra.

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