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30 marzo 2016

I dieci mondi

In questo capitolo si parla del principio dei dieci mondi e viene chiarito che lo scopo fondamentale della fede nel Buddismo di Nichiren è di rivelare nella nostra vita lo stato di Buddità intrinseco in noi

immagine di copertina

I principio dei dieci mondi è una classificazione di dieci stati vitali distinti e costituisce la base della visione buddista della vita. Esaminando i dieci mondi possiamo giungere a comprendere la natura del nostro stato vitale e acquisire la comprensione del modo per poterlo trasformare.
I dieci mondi sono: 1) il mondo di inferno, 2) il mondo degli spiriti affamati, 3) il mondo degli animali, 4) il mondo degli asura, 5) il mondo degli esseri umani, 6) il mondo degli esseri celesti, 7) il mondo degli ascoltatori della voce, 8) il mondo dei risvegliati all’origine dipendente, 9) il mondo dei bodhisattva e 10) il mondo dei Budda.
I primi sei mondi – inferno, spiriti affamati, animali, asura, esseri umani ed esseri celesti – sono noti come i sei sentieri. I rimanenti quattro – quelli degli ascoltatori della voce, dei risvegliati all’origine dipendente, dei bodhisattva e dei Budda – sono noti come i quattro mondi nobili.
Secondo la visione del mondo dell’antica India, i sei sentieri indicano i sei regni dell’esistenza tra i quali la vita trasmigra in un ciclo interminabile di nascita e morte e il Buddismo ha adottato questo concetto. I quattro mondi nobili sono gli stati vitali che si conseguono grazie alla pratica buddista.
Nei sutra buddisti diversi dal Sutra del Loto i dieci mondi sono considerati dieci regni dell’esistenza separati e fissi. Il Sutra del Loto nega questa idea e insegna invece che i dieci mondi sono stati vitali inerenti a ogni essere vivente. Rivela che gli esseri viventi dei nove mondi, da quello di inferno a quello dei bodhisattva, possiedono in loro il mondo dei Budda e che anche i Budda possiedono tutti gli altri nove mondi.
Perciò, un essere che attualmente manifesta uno dei dieci mondi in realtà li possiede dentro di sé tutti e dieci e successivamente può manifestare uno qualsiasi dei dieci mondi in risposta alle influenze esterne. Questo insegnamento, secondo il quale tutti i dieci mondi sono inerenti l’uno all’altro, è chiamato il mutuo possesso dei dieci mondi. (Una spiegazione più dettagliata di questo concetto sarà esposta nel capitolo 5).
Scrive Nichiren Daishonin: «Né la pura terra né l’inferno esistono al di fuori di noi; entrambi si trovano soltanto nel nostro cuore. Chi è risvegliato a questo è chiamato Budda, chi è illuso è chiamato persona comune» (RSND, 1, 403).
Una singola vita possiede tutti i dieci mondi. Ciò significa che, anche se in questo momento possiamo trovarci nella dolorosa condizione vitale dell’inferno, siamo in grado di trasformarla nello stato vitale di suprema gioia della Buddità. Il principio dei dieci mondi basato sul Sutra del Loto apre la strada a questa dinamica trasformazione interiore.
Esaminiamo adesso la natura di ciascuno dei dieci mondi. Anzitutto, riguardo ai sei mondi inferiori, o sei sentieri, il Daishonin scrive in L’oggetto di culto per l’osservazione della mente: «Osservando di tanto in tanto il viso di una persona, talvolta lo troviamo gioioso, talvolta rabbioso, talvolta calmo; a volte mostra avidità, a volte stupidità, a volte servilismo1. La rabbia è il mondo d’inferno, l’avidità è il mondo degli spiriti affamati, la stupidità è quello degli animali, il servilismo è il mondo di asura, la gioia è il mondo del cielo e la calma quello degli esseri umani» (RSND, 1, 317).
Analizziamo ognuno dei sei sentieri alla luce di questo passo.

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