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23 aprile 2026

La tartaruga viaggiatrice

immagine di copertina

C’era una volta una tartaruga che abitava in fondo a un mare molto molto profondo. Da quando era venuta al mondo erano passati mille anni, e in questo tempo così lungo lei non si era mai sentita felice, nemmeno una volta. Questo era perché oltre a vedere solo da un occhio, la tartaruga aveva una grossa sofferenza. La sua pancia era calda come il ferro rovente e la sua corazza era tremendamente fredda, gelida come il ghiaccio. Con il viso contratto la tartaruga resisteva con pazienza al dolore, senza parlarne a nessuno: «Tanto nessuno può capire questa sofferenza. C’è solo da resistere aspettando quel momento». E lei aveva solo un desiderio: arrivare al più presto a “quel momento”. Quel momento era quello in cui, una volta su mille anni, sarebbe potuta uscire sulla superficie del mare. Una volta in superficie, la tartaruga infatti avrebbe cercato un tronco dell’albero di sandalo rosso, unico e raro rimedio al calore del suo ventre. Avrebbe potuto così raffreddare la sua pancia mettendola dentro il buco del tronco e riscaldare la sua corazza al sole. Doveva però trovare un tronco della misura giusta, adatto per contenere la sua pancia.
Il tempo passava, e una mattina improvvisamente quel momento arrivò. Si sentì una scossa violenta e con essa il corpo della tartaruga s’innalzò fino alla superficie del mare. La tartaruga iniziò così il suo viaggio atteso da mille anni. Vide per la prima volta il cielo azzurro e mentre si guardava intorno sulla superficie dell’acqua, le fece visita un gabbiano bianco. «Che cosa stai cercando?», chiese. La tartaruga gli rispose: «Cerco un tronco d’albero, ma deve essere di sandalo rosso perché faccia al mio scopo». «Là ce n’è uno che galleggia», disse il gabbiano indicandoglielo. Ma la tartaruga non vedeva bene perché aveva un occhio solo: scambiava la destra con la sinistra, il sopra con il sotto. Le sembrava che il tronco si avvicinasse, e invece era più lontano. Oppure le sembrava lontano e invece era più vicino. Per di più, essendo stata ferma per un lungo tempo, non riusciva a nuotare bene. Quando finalmente riuscì, quasi contorcendosi, ad arrivare al tronco, si accorse che non era di sandalo rosso.
Da allora, ogni volta che riusciva a trovare dei tronchi galleggianti, per raggiungerli ci metteva dei giorni. Purtroppo nemmeno uno era di sandalo rosso. A un certo punto i gabbiani premurosi cominciarono tutti insieme a cercare il tronco di sandalo rosso per la tartaruga, chiamando anche i loro compagni. Dopo molti giorni riuscirono finalmente a raggiungere un tronco di sandalo rosso grazie alla guida di un gabbiano.
Fu solo una gioia momentanea, visto che la pancia della tartaruga non entrava nella cavità, perché era troppo piccola. «Ah, è proprio un destino che le mie sofferenze non vengano alleviate...».
La tartaruga stava per sprofondare nuovamente in fondo al mare senza più nessuna energia.
Proprio in quel momento arrivò un gabbiano, che era volato lontanissimo per cercare il tronco di sandalo rosso: «L’ho trovato! L’ho trovato! Presto, presto!». Grazie a quella voce incoraggiante la tartaruga decise di continuare il suo viaggio. Quante notti passarono e quante mattine si videro arrivare! La tartaruga era lenta ma avanzò con tutte le sue forze. I gabbiani continuarono a volare sopra la sua testa come per proteggerla calorosamente.
«Dai, manca poco! Coraggio!». La tartaruga rischiò più volte di sprofondare, ma alla fine riuscì a raggiungere il tronco galleggiante di sandalo rosso. Salì pian piano sul tronco, e la sua pancia si adattò perfettamente alla cavità. Oh, come si sentì bene! La sua schiena era calda grazie al calore del sole e la sua pancia era fresca. Quelle sofferenze atroci non c’erano più. Vedendo questa situazione, i gabbiani volarono tutti insieme in segno di gioia. «Ragazzi, grazie!». Per la prima volta nella sua vita la tartaruga si sentiva felice.
(traduzione dal Daibyakurenge)

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