Il gruppo delle mamme della mia zona nasce dalla mia profonda decisione di vincere su una grave malattia: il cancro. Diagnosticato nel maggio 2006, aveva colpito entrambe le mammelle e dovetti affrontare l'asportazione totale, la chemioterapia e la radioterapia. Oltre a curare il corpo era necessario curare anche la mia vita e lo feci recitando tantissimo Daimoku insieme ai compagni di fede e studiando per fare mio lo spirito del Daishonin e del presidente Ikeda. Volevo sviluppare uno stato vitale tanto alto da riuscire a vedere nella malattia una grande opportunità.
Ero fiduciosa, ma al primo controllo emerse un'area sospetta al fegato e il medico non escluse che potesse trattarsi di una metastasi. Tornai a casa decisa a non arrendermi e pregai: mi resi conto che potevo morire e non ero felice della mia vita. Dopo sedici anni di convivenza con il mio compagno la parola "amore" era priva di significato: litigavamo in continuazione. Amavo i miei figli ma, nonostante tutto l'amore e l'impegno, la maggiore manifestava disturbi comportamentali e un' aggressività che mi arrecava un profondo sconforto. Mi sembrava che il mio modo di amare non avesse né valore, né forza. Soffrivo più per questo che per la malattia.
Nel Gosho è scritto: «Nessuno di voi che vi dichiarate miei discepoli deve essere codardo. [...] Ognuno di voi deve esser certo nel profondo del cuore che sacrificare la vita per il Sutra del Loto è come scambiare sassi con oro e immondizia con riso» (Le azioni del devoto del Sutra del Loto, RSND, 1, 678).
Compresi che "sacrificare la vita per il Sutra del Loto" vuol dire praticare il Buddismo per compiere la propria rivoluzione interiore e godere pienamente della vita. Quindi, preoccuparmi era un atteggiamento che non mi avrebbe portato da nessuna parte, mentre se avessi sviluppato fiducia, avrei trasformato la mia sofferenza in una fonte di gioia. Decisi che, anche se fosse stata l'ultima cosa che avrei fatto in questa vita, volevo realizzare una famiglia felice e aiutare gli altri a fare lo stesso. Sì, ma come?
Quando lessi I tesori del futuro piansi lacrime di commozione; mai mi ero sentita così importante nel mio ruolo di madre: «Gli individui più nobili sono i genitori. I lavoratori più infaticabili sono i genitori. Le persone più meritevoli di apprezzamento e di lode sono i genitori». Queste parole mi diedero una nuova prospettiva, liberandomi dal peso che mi portavo dentro, e il senso di fallimento scomparve. Ikeda scrive ancora nel suo libro: «Auspico che le persone che si dedicano a questo grande compito possano farlo con orgoglio, speranza e tranquillità e il mio desiderio più sentito è di aprire la strada maestra della felicità nel nuovo secolo, in modo da permettere a madri e figli di percorrerla insieme».
Vivere con orgoglio, speranza e tranquillità il compito quotidiano di genitore: per me erano sensazioni molto lontane, ma era quello che volevo realizzare. Desideravo il dialogo con altre madri, il confronto, il sostegno reciproco nella fede e nella vita quotidiana.
Ed è sorto così il "gruppo mamme": era il settembre 2007.
Al controllo ecografico successivo, l'area sospetta non c'era più. Sempre nello stesso periodo ho trovato il coraggio di separarmi e questo è avvenuto velocemente e in uno spirito di collaborazione.
Da subito mia figlia, all'ultimo anno delle elementari, ha dato segni di miglioramento, portando a casa un'ottima pagella, conquistandosi la stima delle insegnanti e creando tante nuove amicizie. Ho sentito crescere dentro di me una creatività che non credevo di possedere e insieme a questo nuovo gruppo ho accarezzato l'idea di un'attività nella quale i bambini potessero apprendere, divertendosi, i princìpi buddisti: nacque così, dall'incontro di mamme ed educatori, l'attività Pollicino.
Nello stesso anno inviai al presidente Ikeda un messaggio per esprimere la mia riconoscenza per questa pratica meravigliosa che mi aveva permesso di affrontare la malattia con fiducia e coraggio ed espressi la mia determinazione di ripagare questo debito di gratitudine. Il mio intento era di portare avanti e far crescere l'attività delle mamme per iniziare a costruire quella società di pace che tanto si auspica, e gettare le basi del gruppo Futuro nella mia città entro il 2010.
Oggi mi sento orgogliosa di essere riuscita in tale impresa e di poterglielo raccontare.
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15 gennaio 2011
Le scelte di ogni giorno
Dopo l'articolo pubblicato lo scorso luglio sul tema delle difficoltà che si affrontano dopo la nascita di un figlio, in redazione sono arrivate da tutta Italia molte e-mail di apprezzamento. Ne pubblichiamo alcuni estratti insieme a due testimonianze sul mestiere di genitore

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