Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione · Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione ·Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·

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1 luglio 2026

Riappropriarsi del proprio spazio   

Fr*cinema è un progetto sostenuto con i fondi 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e nella sua seconda edizione prevede la realizzazione di serate di rassegna cinematografica con talk con ospiti internazionali, la proiezione di cortometraggi e lungometraggi e il coinvolgimento del pubblico nel dialogo. L’iniziativa ha due obiettivi specifici: quello di creare uno spazio stabile, accessibile e di confronto sul cinema queer, mettendo in relazione la comunità LGBTQIA+ e il pubblico generalista e quello di far accedere giovani filmmaker under 35 a un concorso per la realizzazione di propri cortometraggi. Sono inoltre previsti dei workshop con focus su scrittura ed editing, produzione e distribuzione, regia e comunicazione audiovisiva e una serata conclusiva per valorizzare i progetti realizzati.
Per scoprire più in profondità il progetto abbiamo intervistato Pietro Turano, responsabile del progetto e Mariella Lazzarin, Team Programmazione del Cinema Troisi

Pietro: Fr*cinema è nato dal desiderio di costruire uno spazio di cinema queer (termine che include tutte le identità sessuali e di genere che non si conformano alle aspettative tradizionali o dominanti legate all'eterosessualità e alla distinzione binaria maschile/femminile) a Roma, utilizzando lo spazio del Cinema Troisi - un bene pubblico comunale affidato in gestione a un'associazione no-profit, Piccolo America, che lo ha restaurato e lo gestisce come centro culturale di quartiere.
L’idea del progetto è di usufruire di questo importante spazio culturale e renderlo uno spazio di fruizione e confronto sul cinema queer, capace di mettere in relazione comunità LGBTQIA+ e pubblico generalista, per ricostruire dei percorsi di liberazione.
Il cinema Troisi è un punto di riferimento centrale nella proposta culturale della capitale sia dal punto di vista della programmazione ma anche come spazio aperto alla comunità e alla cittadinanza. Portare avanti il progetto in un luogo come questo ha messo in evidenza come l'esperienza delle sottoculture – ciò che è al di fuori della cultura mainstream - è un'esperienza liberatoria per tutte le persone, perché utilizza il cinema come strumento di lettura critica e riappropriazione culturale, contrastando stereotipi e marginalizzazioni e valorizzando la pluralità delle narrazioni. Parlando del progetto in sé, Fr*cinema è una rassegna cinematografica che non si ferma alla proposta di titoli, ma ogni serata è caratterizzata da un talk con ospiti della cultura, non solo cinematografica, un cortometraggio e un lungometraggio. La scelta curatoriale dei titoli parte dall'idea di voler promuovere un cinema che in Italia non ha trovato tanto spazio. Poi, a partire dall'ingresso del sostegno dei fondi dell’8x1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il progetto ha previsto anche la realizzazione di un concorso per giovani filmmaker e di vari workshop.

Mariella: Il talk di approfondimento che precede la proiezione del film è per noi molto importante perché permette di raccontare da un lato il percorso di un regista, dall’altro dà la possibilità di aprirsi al dialogo su diverse tematiche, periodi storici, sulla vicinanza con un ideale, una comunità. Per noi è importante poter costruire attraverso una programmazione audiovisiva dei momenti di approfondimento che possano dare luogo a nuove connessioni e a una comunità più aperta e inclusiva che si riconosca attraverso identità diverse, ma anche vicinanza di ideali e idee. 

Pietro: Nella scorsa edizione avevamo l'obiettivo di intercettare giovani filmmaker under 35 che partecipassero al concorso per poter produrre i propri cortometraggi e le candidature sono state quattrocentocinquanta circa!
Per i workshop la sala era sempre piena, per cui abbiamo deciso di organizzare una serata conclusiva in piazza per evitare limiti numerici. A quella festa hanno partecipato circa duemila persone!
Dal grande successo riscontrato abbiamo capito che le persone hanno bisogno di questi spazi, sono assetate di cultura non mainstream, ma soprattutto di luoghi di scambio tra pari, di socializzazione, di incontro, momenti importanti anche per chi vuole conoscere altri e altre filmmaker con cui potenzialmente collaborare. Alcune delle persone che l’anno scorso hanno partecipato al concorso, senza però vincerlo, hanno poi iniziato a lavorare insieme.

Pietro: L'idea di riappropriarsi dello spazio culturale non può significare solamente far vedere bei film e far incontrare il pubblico con fantastici ospiti, ma significa mettere in discussione il funzionamento di un sistema e di un'industria come quella cinematografica. La maggior parte delle persone pensa che l'industria culturale in Italia sia uno degli ambiti più inclusivi, perché ci sono personaggi gay, lesbiche, trans nei film e nelle serie tv, ma il fatto che la rappresentazione aumenti non significa che sia cambiato il sistema che governa il mondo professionale. Purtroppo, la cultura in Italia è ancora un sistema esclusivo anche se molti pensano che se nella storia è presente un personaggio gay allora il sistema è cambiato. Questo porta a vivere una invisibilità doppia per la comunità LGBTQIA+, ossia la stessa di prima, e in aggiunta la falsa convinzione che sia cambiato il mondo, senza che questo sia effettivamente avvenuto. Riappropriarsi dello spazio significa creare opportunità per giovani autori, autrici, registi e registe, e trovare fondi per realizzare le loro opere.

Pietro: Il supporto dei fondi 8x1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è stato fondamentale per rendere concreto il modo in cui immaginavamo fin dall'inizio Fr*cinema. Questo sostegno ci ha permesso di trasformare una rassegna di cinema nell’opportunità di far sì che un semplice progetto diventasse lo spazio fisico e immateriale dove le persone possono incontrarsi e creare arte, vedere arte, conoscersi fra loro e immaginare la propria arte come possibile. La realtà dei fatti è che il sostegno economico sui progetti culturali e politici in ottica sociale non è facilissimo, perché molto spesso il sostegno economico è legato a un risultato economico, non umano.
Invece questo tipo di sostegno ci permette di rendere accessibili tutte le attività di Fr*cinema, come biglietti gratuiti per persone che vivono in condizioni di marginalità, la partecipazione al concorso completamente gratuita, la partecipazione ai workshop completamente gratuita, significa che quello spazio è accessibile anche a chi ha pensato che finora quello spazio non fosse attraversabile.
La discriminazione funziona così, non è solo un pugno in faccia, ma è un sistema che decide che a priori non puoi compiere una determinata scelta. Per questo spesso non diviene visibile fino a quando non viene messa in luce attraverso l’offerta di nuove opportunità. Grazie ai fondi dell’8x1000 Fr*cinema adesso fa questo, offre un’alternativa, e questo ha fatto emergere tutte le mancanze che prima c’erano ma non erano identificabili.

Mariella: La cultura e per noi il cinema, innanzitutto, non è solo una forma di intrattenimento, ma anche uno strumento di conoscenza dell'altro/a, di un'altra cultura. Cerca di abbattere, di annullare ogni barriera linguistica, geografica, di identità culturale, quindi attraverso l'esplorazione di cinematografie differenti, di tematiche che non si conoscono, dei progetti come Fr*cinema e programmazioni di questo tipo, si può creare un luogo inclusivo e culturalmente attivo, in cui non solo si fa cultura, ma si parla di cultura, di pace e di umanità. 

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