Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

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7 ottobre 2026

Voci del Mediterraneo 2026: la Soka Gakkai italiana a Lampedusa per la XIII Giornata della Memoria e dell'Accoglienza 

A Lampedusa l’iniziativa “Voci del Mediterraneo”, sostenuta dai fondi 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e promossa dal Comitato 3 Ottobre

immagine di copertina

Si è svolta a Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre, l’iniziativa “Voci del Mediterraneo”, sostenuta dai fondi 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in concomitanza con la Giornata della Memoria e dell'Accoglienza promossa dal Comitato 3 Ottobre. 
L’evento ha luogo ogni anno per ricordare le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 e tutte le persone morte in questi anni nel Mediterraneo. A questa edizione 2026 hanno preso parte oltre 650 tra studenti e studentesse, docenti e accompagnatori provenienti da 50 istituti scolastici italiani ed europei, insieme a sopravvissuti, familiari delle vittime e rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite. 

Il progetto è sostenuto per il quarto anno consecutivo dai fondi 8x1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che anche quest'anno ha preso parte attivamente al programma con la presenza di due suoi rappresentanti, Filippo Augusti dell’Ufficio 8x1000 e Alice Ferrario del Dipartimento di Relazioni Esterne.
L’iniziativa si è aperta mercoledì 30 settembre con un incontro tra arte e memoria con Gabriel Seroussi, autore e giornalista che si occupa di musica rap, sottoculture giovanili e comunità marginalizzate.
La serata è proseguita con uno spettacolo dedicato al tema dell’infanzia interrotta dai conflitti.

Nel pomeriggio del 1° ottobre, Filippo Augusti è intervenuto per accogliere gli studenti e le studentesse che hanno presentato i lavori conclusivi dei laboratori realizzati nelle proprie scuole durante lo scorso anno scolastico. Dopo aver presentato la visione della cittadinanza globale del maestro Ikeda, ha portato i saluti della Soka Gakkai italiana e spiegato le ragioni del sostegno al progetto “Voci del Mediterraneo”, sottolineando come la Soka Gakkai e Comitato 3 Ottobre condividano ideali e princìpi e l’obiettivo di diffondere ampiamente una cultura di cooperazione e rispetto dei diritti umani universali.

La giornata successiva si è aperta con un evento toccante: studenti e studentesse hanno incontrato i sopravvissuti e le famiglie delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, con la rara opportunità di fare domande e ascoltare le loro esperienze.
Nel pomeriggio si è tenuta una commemorazione delle vittime del naufragio al cimitero di Lampedusa alla presenza, oltre che dei due rappresentanti della Soka Gakkai, anche dei rappresentanti di UNHCR, OIM, UNICEF, del sindaco di Legnano Lorenzo Radice e di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato, protagonisti anche della tavola rotonda successiva
Francesca Albanese ha poi tenuto uno speech in cui ha fatto notare come, in società così complesse e in cui le informazioni si susseguono istante dopo istante, stiamo tutte e tutti correndo il rischio di disumanizzarci e desensibilizzarci di fronte a tragedie come quelle che si verificano nel Mar Mediterraneo e a Gaza, e di come l’unica cura a questi veleni siano l’empatia e la spiritualità, capaci di farci sentire vicine le sofferenze degli altri e di creare comunità più unite e rispettose.

La tavola rotonda serale dal titolo "Lampedusa, crocevia di dialogo multilaterale" si è aperta con Alice Ferrario, che ha portato i saluti dell'Istituto e ha ribadito l’impegno della Soka Gakkai nel creare una cultura del rispetto della dignità della vita che favorisca lo sviluppo di comunità sicure e pacifiche in cui nessuna persona venga lasciata indietro. Ha sottolineato l’importanza di permettere a ogni persona di manifestare il proprio potenziale come attore di cambiamento e la necessità di collaborazione e cooperazione costanti tra attori istituzionali e società civile per la costruzione di una società pacifica e inclusiva. Appello ripreso anche dai rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite nel loro confronto successivo.  
Sabato 3 ottobre si è svolta la tradizionale marcia verso la Porta d’Europa per commemorare tutte le vittime dei naufragi nel Mediterraneo (si stima che siano 35mila da dopo il naufragio del 3 ottobre 20131): persone sopravvissute, studenti e studentesse, docenti, istituzioni e comunità locale hanno osservato un momento di raccoglimento e deposto in mare una corona di fiori in ricordo delle vittime.   

L'edizione 2026 è stata dedicata in particolare a far nascere consapevolezza negli studenti e studentesse sul tema dei fenomeni migratori, al diritto delle vittime a essere identificate e a quello delle famiglie di conoscere la sorte dei propri cari, oltre che alla responsabilità delle istituzioni nel garantire memoria e giustizia: un modo di raccontare il Mediterraneo come spazio di vite, relazioni e diritti, al di là della sola narrazione dell'emergenza. 

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